L'industria del libro britannica potrebbe dare battaglia per mantenere l'IVA a tasso zero. L'allarme è scattato a Francoforte in seguito alla notizia di un possibile emendamento dell'Allegato H della direttiva europea (che elenca le forniture di beni e servizi assoggettabili ad aliquote IVA ridotte), che consente appunto l'aliquota ridotta per i libri.
Ms Dubruille, direttore della Federazione Librai Europei (EBF) afferma, infatti, che se l'emendamento, la cui la cui pubblicazione è prevista per la prossima primavera, dovesse essere approvato, l'IVA potrebbe essere portata al 5% in tutti gli stati membri.
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Un quadro normativo comunitario, che consenta di equiparare il trattamento fiscale dei prodotti editoriali elettronici a quelli cartacei, è invece una delle principali richieste del Gruppo di Francoforte, un gruppo di cooperazione europea che rappresenta editori (ALPSP, STM), biblioteche (EBLIDA, LIBER), centri di ricerca (INIST), agenzie di abbonamenti e intermediari (ASA) e che lavora per realizzare un forum fra i principali protagonisti del mercato editoriale europeo in materia di tassazione, IVA, digitalizzazione e fornitura dei documenti.
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